Oggi Oliviero Leti predilige contatti personali. Opera esclusivamente come consulente diretto presso le aziende che intendono usufruire di tutta la sua esperienza per creare progetti su misura, calibrati su esigenze e strategie di comunicazione specifiche.
Ma, per me, Oliviero Leti vuol dire Europa. Londra, Parigi, Milano soprattutto. L’ho conosciuto nel 1985 in via Monte Napoleone sede del suo primo studio.
Era autunno avanzato. Milano, avvolta da una nebbia che oggi non c’è più, sembrava in bianco e nero, ma bastava scendere tre gradini ed entrare nello show room di Oliviero per rimanere travolti da colori tanto smaglianti da far socchiudere gli occhi.
Nonostante lo studio fosse aperto da un anno soltanto, Leti era già un punto di riferimento per le collezioni di moda e di design d’avanguardia, come Dirk Bikkembergs, Ann Demeulemeester, Dries Van Noten, Monarca, Mont Blanc, Filofax, Maria Cornejo, Walter Van Beirendonck, Yen, NudoKrudo, Cutler and Gross London.
Oliviero: un innovatore capace di mettere in scena quello che non c’era, eppure la sua formazione è così classica che più classica non si può.
Marchigiano, nato in una famiglia di ebanisti, approda a Milano giovanissimo, s’iscrive all’accademia di Brera. Pochi giorni prima di presentare la tesi comincia a lavorare con il grande fotografo Bob Krieger. Parte per Los Angeles per seguire le foto di Ugo Boss, poi a New York dove Kriger era corrispondente del New York Times Magazine.
Con la sua capacità di aggregare le persone, incline a creare suggestioni sorprendenti, Oliviero amplia rapidamente le sue attività. I suoi show room diventano un punto di riferimento per la moda, cambiano, crescono, da via Monte Napoleone in via Carducci, poi in via Donizetti.
Lavora come art director con grandi fotografi come Giovanni Gastel, Piero Gemelli, Stefano Babic, Barry McKinley, Gian Paolo Barbieri, Ferdinando Scianna, Mark Borthwick, Toni Thorimbert, Steven Klein, solo per citarne alcuni. Si dedica alla direzione artistica dell’immagine di grandi aziende, con attenzione particolare per brand di calzature: Paciotti, Gianni Barbato, Mare, Nello Nembro, Robert Clergerie, Santoni.
Nei primi anni ‘90 lo studio Leti inizia a organizzare eventi speciali in collaborazione con l’ONU, Art for the World di Adelina von Furstenberg, Chanel, Maxfield Parrish London, Alan Mikli, Ruinart, Falcaro, Alberto Guardiani, Joop!, Fuzzi, Dsquared2, Lorena Antoniazzi, Georgina von Etzdorf e molte altre firme internazionali.
Lo Studio Leti diventa LetiB e si trasferisce in Via Cesare Correnti, una sede che profuma di storia destinata a diventare leggendaria. Inizia a collaborare per Vogue Italia, Gruppo Hachette e Gruppo Rizzoli per gli eventi speciali e l’ufficio stampa di Daslu San Paolo, Pomellato, MAC, Carlo Tivioli, Thierry Mugler, Nina Ricci, Christian Lacroix, Maurizio Galante, nascono le collaborazioni con Evian, portata a diventare simbolo delle sfilate milanesi dei primi anni 2000 grazie alle etichette personalizzate, nate dalla visione di Oliviero, firmate Prada, Fendi, Dolce e Gabbana, Versace, Gianfranco Ferrè, Armani, Missoni, ecc.
Non più solo riferimento per la moda internazionale, ufficio di PR, show room di grandi firme, Oliviero apre la sua dimora, abitata da porcellane inglesi e opere d’arte, per ospitare cene esclusive e particolari.
